Costruire una biblioteca personale è un progetto che richiede tempo: non nasce tutta in una volta e non consiste nel riempire velocemente una parete.
È qualcosa che cresce lentamente, libro dopo libro, seguendo i nostri interessi, le stagioni della vita e le domande che ci accompagnano. Alcuni volumi arrivano per curiosità, altri vengono cercati a lungo. Qualcuno ci viene regalato nel momento giusto, mentre altri restano con noi per anni prima di essere davvero compresi.
Costruire una biblioteca personale significa creare uno spazio vivo: un luogo nel quale ritrovare ciò che abbiamo amato, custodire quello che ci ha insegnato qualcosa e lasciare posto a tutto ciò che dobbiamo ancora scoprire.
Una biblioteca personale deve raccontare chi siamo
Non esiste una biblioteca perfetta e uguale per tutti.
C’è chi ama i grandi romanzi, chi raccoglie libri d’arte, chi conserva guide di viaggio, ricettari di famiglia, saggi storici o raccolte di poesie. Una vera biblioteca personale nasce proprio dal’incontro tra questi mondi.
Osservando i suoi scaffali dovremmo poter riconoscere una parte della nostra storia: gli interessi coltivati nel tempo, i luoghi visitati, le passioni nate quasi per caso e persino i periodi più difficili, durante i quali un libro ci ha fatto compagnia.
Per questo non è necessario inseguire l’idea di una collezione impeccabile. È molto più importante scegliere libri che abbiano un significato, che suscitino una domanda o che desideriamo davvero leggere.
La nostra biblioteca non deve impressionare gli altri. Deve somigliarci.
Nella sezione Libri e letture di Hiha Ojaja questo percorso continuerà attraverso grandi classici, storie da riscoprire e volumi scelti per costruire, un poco alla volta, una biblioteca capace di accompagnarci nel tempo.
Iniziare dai libri che possediamo già
Prima di acquistare nuovi volumi, possiamo cominciare da quelli che sono già entrati nella nostra vita.
Riuniamoli, osserviamoli e proviamo a suddividerli:
- i libri che abbiamo letto e amato;
- quelli che desideriamo rileggere;
- i volumi ancora da scoprire;
- i libri utili per lo studio o il lavoro;
- quelli ricevuti in regalo;
- i libri ai quali siamo legati per un ricordo particolare;
- quelli che, invece, non ci rappresentano più.
Quest’ultima categoria è importante quantoo le altre. Costruire una biblioteca non significa conservare ogni libro per sempre. Possiamo donare, regalare o vendere i volumi che non desideriamo più, permettendo loro di incontrare nuovi lettori.
Fare spazio non impoverisce una biblioteca: la rende più autentica.
Scegliere alcuni filoni da coltivare
Per costruire una biblioteca personale con maggiore consapevolezza, può essere utile individuare alcuni filoni principali da coltivare nel tempo.
Possiamo partire dalle domande più semplici:
Quali libri cerco più spesso? Quali argomenti mi fanno perdere la cognizione del tempo? che cosa vorrei conoscere meglio? Quali opere desidero avere sempre a disposizione?
Da queste risposte possono nascere le sezioni della nostra biblioteca:
- grandi classici della letteratura;
- narrativa contemporanea;
- poesia;
- storia e tradizioni;
- arte e architettura;
- filosofia e crescita personale;
- natura e giardinaggio;
- casa, cucina e ricette;
- viaggi e luoghi del mondo;
- libri illustrati;
- opere di consultazione;
- libri per bambini e ragazzi.
Non occorre sviluppare ogni sezione nello stesso modo. Alcune conterranno soltanto pochi titoli scelti con cura, mentre altre cresceranno fino a occupare interi scaffali.
Partire dai grandi classici, senza trasformarli in un obbligo
I classici costituiscono le fondamenta di molte biblioteche personali. Sono opere che hanno attraversato epoche e generazioni, continuano a parlare a lettori molto diversi tra loro.
Ma un classico non dovrebbe essere acquistato soltanto perché “bisogna averlo”.
Possiamo scegliere le opere che ci incuriosiscono davvero, iniziando dagli autori, dai periodi storici o dai temi che sentiamo più vicini. Non è necessario leggere tutto, né seguire un ordine prestabilito.
Un buon punto di partenza può essere quello di alternare:
- un grande romanzo italiano;
- un classico della letteratura europea;
- un’opera proveniente da una cultura lontana;
- una raccolta poetica;
- un saggio capace di approfondire il contesto storico o artistico di un’epoca.
In questo modo la biblioteca cresce insieme alla nostra conoscenza, senza diventare una lista di doveri da completare.
I classici non sono oggetti immobili da esporre: sono libri da aprire, interrogare, sottolineare e rileggere in momenti diversi della vita.
Acquistare lentamente e con intenzione
La fretta è una cattiva consigliera quando si costruisce una biblioteca.
Le offerte, le nuove uscite e le fotografie di scaffali meravigliosamente ordinati possono spingerci a comprare molti libri in poco tempo. Il rischio, però, è quello di accumulare volumi che non leggeremo o che abbiamo scelto senza una reale convinzione.
Prima di acquistare un libro possiamo domandarci:
- desidero davvero leggerlo?
- aggiunge qualcosa a ciò che possiedo già?
- mi interessa il libro oppure soltanto la sua copertina?
- potrei prima prenderlo in prestito in biblioteca?
- è un volume che probabilmente vorrò rileggere o consultare?
- questa è l’edizione più adatta alle mie esigenze?
Non tutti i libri letti devono necessariamente essere posseduti. La biblioteca pubblica ci permette di esplorare nuovi autori e argomenti. Per cercare un titolo e scoprire in quali biblioteche italiane è disponibile, possiamo consultare il catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale. La nostra biblioteca personale può invece raccogliere i testi che desideriamo avere accanto nel tempo.
Scegliere con cura le edizioni
Quando decidiamo di conservare un libro, vale la pena osservare anche l’edizione.
Non è sempre necessario acquistare la più costosa. È importante, però, che il volume sia piacevole da leggere e abbastanza resistente da accompagnarci negli anni.
Possiamo considerare:
- la qualità e la dimensione dei caratteri;
- la traduzione,nel caso di opere straniere;
- la presenza di introduzioni, note o apparati critici;
- il tipo di rilegatura;
- la qualità della carta;
- le illustrazioni;
- la completezza del testo;
- la reperibilità di altri volumi della stessa collana.
Per le opere che amiamo particolarmente possiamo scegliere, con calma, un’edizione più bella o completa. Per i libri destinati alla lettura quotidiana può essere perfetta anche una copia economica, magari trovata in un mercatino dell’usato.
Una biblioteca autentica può raccogliere senza difficoltà volumi eleganti, tascabili consumati, vecchie edizioni e libri ricchi di annotazioni.
Annotare le proprie letture
Tenere memoria dei libri letti aiuta a rendere ancora più personale la biblioteca.
Si può utilizzare un quaderno, un diario di lettura o un semplice documento digitale nel quale annotare:
- la data di inizio e di conclusione;
- una frase particolarmente significativa;
- le impressioni lasciate dalla storia;
- i personaggi più amati;
- le domande nate durante la lettura;
- altri libri che vorremmo approfondire.
Non occorre scrivere una recensione completa. A volte bastano poche righe per conservare ciò che un libro ci ha lasciato.
Rileggendo queste annotazioni dopo molti anni, potremmo scoprire non soltanto come sono cambiati i nostri gusti, ma anche come siamo cambiati noi.
Conclusione
Costruire una biblioteca personale non significa raggiungere un numero preciso di libri né riempire ogni spazio disponibile. Significa scegliere, nel tempo, le storie e le conoscenze alla quali desideriamo tornare.
Alcuni volumi ci accompagneranno per tutta la vita, altri appartengono soltanto a una determinata stagione. Ci saranno libri ereditati, ritrovati nei mercatini, ricevuti in dono o cercati a lungo. Ognuno aggiungerà qualcosa di nuovo agli scaffali e, nello stesso tempo, al nostro modo di guardare il mondo.
La biblioteca personale non è mai davvero conclusa. Cambia insieme ai nostri interessi, accoglie nuove passioni e conserva le tracce delle persone che siamo state. Non ha bisogno di essere perfetta, uniforme o costruita in fretta: ha bisogno di essere vissuta.
Possiamo iniziare semplicemente da un libro che amiamo e lasciare che sia quello a indicarci il successivo. Anno dopo anno, quasi senza accorgecene, gli scaffali diventeranno una piccola autobiografia: non scritta soltanto con le nostre parole, ma anche con tutte quelle che abbiamo scelto di custodire.

